mercoledì 28 giugno 2017

Audizione sui servizi ospedalieri di Gela presso la VI Commissione ARS

CSAG
COMITATO PER LO SVILUPPO DELL’AREA GELESE
UNIONE DI ASSOCIAZIONI
COMITATO PROMOTORE DELLA PRIMA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE SICILIANA
DEL SECONDO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO E
DELL’ADESIONE DI GELA ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

Gela 27 giugno 2017

COMUNICATO STAMPA

Servizi sanitari-ospedalieri a Gela:

AUDIZIONE IN VI COMMISSIONE SANITÀ DELL’ARS

Stamane alle ore 11:30 si è tenuta nella VI Commissione ARS una audizione in merito ai servizi ospedalieri di Gela. Presenti il Presidente della Commissione ARS Giuseppe di Giacomo, alcuni componenti della Commissione, i deputati gelesi Federico e Arancio, i componenti della Commissione Consiliare Sanità di Gela, la Presidente del Consiglio Comunale di Gela, Il Manager ASP CL 2 insieme ad alcuni collaboratori, il Sindaco di Gela accompagnato dall’Assessore Salinitro, il Coordinatore del CSAG.
Dopo un primo rimpallo per intervenire, il primo intervento lo fa il Coordinatore del CSAG Filippo Franzone, il quale iniziando a confrontare una serie di dati da un documento prodotto dal CSAG con i dati pubblicati in GURS della riforma ospedaliera del 2017 e depositato agli atti (in allegato), mette in evidenza le sperequazioni tra i vari territori dell’isola, disomogeneità nell’assistenza sanitaria, investimenti in territori che continuano ad avere la più alta migrazione sanitaria della Sicilia, fino ad essere interrotto bruscamente dal Presidente della VI Commissione, Di Giacomo, che non gradisce l’intervento e fa uscire fuori dalla stanza i giornalisti presenti. Ovviamente i dati dello studio enunciati hanno dato troppo fastidio ai propugnatori della riforma.
A seguire gli interventi di Arancio e Federico che hanno provato a difendere la riforma, spostando l’attenzione su disponibilità economica e fondi disponibili. L’intervento del Sindaco che ha chiesto che Gela, visto che è una delle aree ad alto rischio ambientale abbia la sua autonomia in campo sanitario, con l’elevazione dell’ospedale gelese ad Azienda Ospedaliera con Dipartimento Oncologico di III livello e specialità in ricerca e cura per le malformazioni neonatali.
Singolare l’intervento del Manager ASP Carmelo Iacono, che riferisce che sta già lavorando al polo oncologico, ma di tutta l’ASP. Quindi se Caltanissetta da sola è un centro di III livello per l’emergenza, è da sola un HUB di I Livello, per quando concerne l’Oncologia Gela non può avere il Dipartimento di Oncologia da sola, ma con Caltanissetta, che ha Già l’Oncologia Medica con 14 posti letto ( a Gela ne sono previsti solamente 8), due UFA, la Radioterapia, la Pet-Tac, la Medicina Nucleare, l’Anatomia Patologica, la Pneumologia, la Neurochirurgia, ecc, e che quindi ridurrebbe il tutto alla continua migrazione dei gelesi. Inoltre si dichiara soddisfatto del fatto di essere riuscito a far elevare Gela a Spoke di II Livello. Certo è che se tra 8 Hub e 16 Spoke, Gela non fosse stata presente nell’elenco, avremmo raggiunto il culmine del ridicolo.
Per il CSAG è il quinto incontro in VI Commissione, discutendo a distanza di anni, sempre delle stesse problematiche, a cominciare dall’UTIN.
Nessun intervento da parte dei componenti della Commissione consiliare Sanità di Gela.

Filippo Franzone
Coordinatore CSAG

CSAG
COMITATO PER LO SVILUPPO DELL’AREA GELESE
UNIONE DI ASSOCIAZIONI


LE ASSOCIAZIONI:
Progetto Provincia, Libera Associazione Consumatori, Prot. Civile Giubbe d’Italia, Osservatorio Salute Ambiente-comitato famiglie malformati, Istituto Dramma Antico Eschilo, Comitato spontaneo ex Lavoratori Clorosoda, Associazione Artigianato del Golfo, Centro Studi Salvatore Aldisio, Associazione Giovani per la Sicilia, Archeo-Ambiente, Comitato di quartiere Giardinelli, Associazione Culturale Il Tempio di Apollo, Associazione Culturale Euclide Gelese, Confcommercio Gela, ADI Sicilia, Ordine dei Dottori Commercialisti di Gela, Comitato di quartiere Centro Storico Federiciano, Casartigiani del Golfo di Gela, Ordine degli Avvocati di Gela, Archeo-club, Gela è Viva, Associazione Culturale Musicale Gelese “Giuseppe Verdi”, Comitato di quartiere Manfria, Associazione Culturale Centro Musica “A. Vivaldi”, Prot. Civile “Falchi d’Italia”, Comitato di quartiere Margi-Rinascimento, Associazione Archeologica Culturale “Triskelion”, Confartigianato Gela, Ass. C.B. Vittorio costa ONLUS, “Area Civica-Gelesi in Movimento”, Associazione Multietnica “La Polis della Cultura”, Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia.

STANZIATI 120 MILA EURO PER L’ADEGUAMENTO DELLO STADIO COMUNALE “SILVIO PROTO”




Nelle prossime settimane l’avvio dei lavori, in vista dell’inizio del Campionato Nazionale Dilettanti che l’ASD Troina disputerà in serie D
Saranno avviati nelle prossime settimane, dopo aver espletato la procedura di gara necessaria per l’affidamento, i lavori di ristrutturazione e messa a norma dello stadio comuna“SilvioProto”.                                                                                                                                        L’amministrazione comunale, dopo la promozione in serie D dell’ASD Troina Calcio dell’aprile scorso, ha infatti stanziato dal proprio bilancio 2017 la somma di 120 mila euro per l’adeguamento dell’impianto sportivo agli standard previsti per disputare le gare del Campionato Nazionale Dilettanti.                                                                                               
“Dopo la storica vittoria – spiega il sindaco Fabio Venezia - , Troina merita uno stadio comunale all’altezza della serie che andrà a disputare. Lo stanziamento di queste somme migliorerà le condizioni dello specchio di gioco dell’impianto e, soprattutto, le condizioni di sicurezza dello stadio, che potrà accogliere senza alcun problema le tifoserie avversarie. Un impegno concreto dell’amministrazione non solo per la squadra, ma anche per l’indotto e l’immagine dell’intera città”.                             
I lavori alla struttura sportiva, che era già stata interessata da un parziale progetto di rifacimento nel 2006, riguarderanno la ristrutturazione dei locali degli spogliatoi e la messa a norma della recinzione interna dell’impianto.                                                                              
 A seguito di un sopralluogo congiunto tra i tecnici comunali e quelli della Lega Nazionale Dilettanti, al fine di risanare le difformità riscontrate e in conformità al regolamento sugli impianti sportivi e relative norme di sicurezza, si è convenuto di rimuovere la vecchia recinzione perimetrale sia nella tribuna locale che in quella degli ospiti e di sostituirla con una omologata, realizzare negli spogliatoi altre 2 docce e 2 servizi igienici in entrambi i locali destinati alle squadre e rifunzionalizzare il sistema di raccolta e canalizzazione delle acque piovane lungo il perimetro del campo di gioco.                                                                           
L’attuale “sala medica”, da essere utilizzata solo per interventi di urgenza e visite mediche, sarà arredata con un lettino, un tavolino, due sedie e un lavandino con acqua corrente.                                                                                                                        
Nella tribuna ospiti verrà inoltre installato un apposito box con sistema di amplificazione comandato da una cabina di regia in cui, durante lo svolgimento delle partite verranno trasmesse comunicazioni di servizio e sicurezza e i cambi di risultato e sostituzioni, mentre un apposito locale, in prossimità degli spogliatoi, sarà adibito a sala stampa.                                  
Infine, si procederà alla manutenzione del campo da calcio in erba sintetica mediante la rimozione della fibra morta, la sostituzione delle due porzioni dell’area di porta e di quella dei calci di rigore con nuova erba sintetica, la spazzolatura del terreno, l’installazione di protezione antinfortunistica e la sostituzione dei pali tendirete delle porte da calcio.


Doriana Graziano                                                                                                          
                           

martedì 27 giugno 2017

AVVIATO IL “PROGETTO OBIETTIVO” PER L’ASSISTENZA ECONOMICA DI 13 FAMIGLIE BISOGNOSE


Troina,  Parte oggi lunedì 26 giugno il “Progetto Obiettivo”, l’intervento di sostegno economico a supporto dei cittadini e dei nuclei familiari in difficoltà, che il Comune elargisce in cambio di piccoli lavori di pubblica utilità per l’intera comunità troinese.
A usufruire del trattamento di assistenza economica saranno i primi 13 dei 30 richiedenti che, nel corso del primo bimestre del 2017, hanno presentato istanza all’ufficio comunale di segretariato sociale.
“Anche quest’anno l’amministrazione comunale – spiega l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Macrì - , da sempre attenta a mettere in campo iniziative concrete volte a prevenire le problematiche inerenti l’occupazione e le difficoltà economiche delle fasce più deboli della popolazione, ha stanziato dal bilancio di previsione 2017 dell’Ente la somma di 21.118,80 euro, che andranno a supporto di 13 beneficiari. L’obiettivo è quello di contrastare il disagio sociale e, compatibilmente con le risorse disponibili, di dare una piccola boccata d’ossigeno e di sostegno in un momento di forte crisi come quello attuale a quanti necessitano di un aiuto”.
Fino a ottobre prossimo dunque, in cambio di un contributo economico che varia da un minimo di 400 a un massimo di 800 euro, a seconda del reddito e del numero dei componenti del nucleo familiare, ogni unità lavorativa verrà impiegata per 4 ore giornaliere in attività di supporto per la custodia, la tutela, la pulizia e la manutenzione del verde pubblico.
 
 
Doriana Graziano

lunedì 26 giugno 2017

RESTITUITA ALLA COLLETTIVITA’ ARMERINA ANCHE LA SCUOLA” CANCARE’”




Prosegue, continua e non si ferma il ripristino e la messa in sicurezza di tutte le scuole armerine messo in atto dall’Amministrazione Miroddi  grazie all’efficienza di un Ufficio Tecnico diretto dall’Ing. Duminuco e dall’Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Mattia che hanno saputo intercettare tutti i finanziamenti disponibili.
In questi giorni  con la pavimentazione della palestrina si sono conclusi i lavori anche alla scuola Cancarè che versava in condizioni disastrose.
L’Assessore Mattia in merito dichiara:” Questa scuola come  le altre che abbiamo restituito in piena efficienza alla collettività armerina versava in condizioni pietose, vi erano infiltrazioni ovunque, caduta di calcinacci e muri scrostati, le finestre erano rotte e fatiscenti con le serrande bloccate e gli avvolgibili rotti tanto che le lezioni anche di giorno si svolgevano con le luci accese, un salone adibito a palestrina in condizioni pessime, impianti elettrici fatiscenti.
Solo la buona volontà degli insegnanti, continua Mattia, ha permesso che le lezioni si svolgessero regolarmente, si andava avanti a forza di rattoppi e le segnalazioni di questi grossi problemi venivano ignorate dalle  precedenti amministrazioni, oggi possiamo parlare di una scuola in condizioni dignitose ed i numerosi interventi effettuati in più tranche hanno abituato gli insegnanti ad avere finalmente un punto di riferimento, un amministrazione a cui rivolgersi e con cui collaborare  con ottimi risultati.
Ora, conclude Mattia, quel lungo elenco di inefficienze non esiste più e la scuola Cancarè può considerarsi una struttura accogliente grazie a questa Amministrazione che nell’occasione ha  anche trasformato una saletta in uno spazio per consumare i pasti  e che con gli interni colorati ha voluto ripetere la positiva esperienza fatta alla scuola Peter Pan”.


                                              Totò Conti

mercoledì 21 giugno 2017

Il calamaro gigante esiste, ecco dove




I primi avvistamenti leggendari del calamaro gigante risalgono ad Aristotele, nel 500 a.c., quelli storici vanno dal 1639 nei mari della Norvegia, al 2015 in Giappone. 
Oggi, grazie alle nuove tecniche di archiviazione ed elaborazione dati dell’Isti-Cnr, la prima mappa del calamaro è pubblicata su Ecological Modelling e una timeline ne racconta la storia. 
I ricercatori hanno inoltre realizzato mappe digitali per 406 specie marine dai cetacei ai coralli, al fine di monitorare la perdita di habitat a causa dei cambiamenti climatici

La storia del calamaro gigante (genere Architeuthis) va dal Mar della Cina, alle leggende del Nord Europa fino all’Oceano Atlantico, gli avvistamenti reali, presunti e immaginari hanno popolato libri e ispirato film. Le prime notizie sulla probabile esistenza del mollusco risalgono alla ‘Storia degli animali’ di Aristotele, le ultime, arrivano dai pescatori del mar del Giappone nel 2015. Un’indagine scientifica realizzata dall’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr) di Pisa ha prodotto una mappa di avvistamenti del calamaro e la prima timeline su questo gigantesco mollusco, ossia una rappresentazione cronologica della sua presenza nelle acque di tutto il mondo mediante l’utilizzo dei Big data, del Cloud computing (elaborazioni di archivi on-line) e delle Infrastrutture digitali (reti informatiche collaborative). La mappa è pubblicata sulla rivista Ecological Modelling.
“Il primo spiaggiamento certificato del cefalopode risale al 1639, ritrovato sulle rive della Norvegia dal naturalista Japetus Steenstrup. Le dimensioni del calamaro effettivamente corrispondono alle leggende che lo circondano, con una lunghezza che può arrivare fino ai 18mt. Gli ultimi avvistamenti ufficiali rimandano al 2009-2010, dal Golfo del Messico fino alle coste della Florida, e al periodo 2012-2015 in Giappone, forse presente anche nel Mar del Nord”, spiega Gianpaolo Coro, ricercatore dell’Isti-Cnr. “Per produrre questa timeline del calamaro gigante abbiamo messo in correlazione la mole di dati già acquisiti sugli habitat con le rilevazioni reali e presunte. Si è valutata anche la distribuzione in relazione all’ambiente: mari molto ampi, elevate profondità (tra i 450 e i 1000 mt.) e temperature molto basse (circa 1°C) sono areali tipici degli Oceani Atlantico del Nord e Pacifico del Sud-Est. La mappa interattiva, prodotta con l’ausilio dei dati forniti dalla libreria digitale ‘Copernicus’ dell’Agenzia spaziale europea (Esa), stima in dettaglio la presenza-assenza del calamaro nei mari di tutto il mondo”. Un aspetto rilevante del lavoro sta nella possibilità di unire le informazioni raccolte negli archivi digitali e nelle tecniche di realizzazione di mappe interattive per osservare il comportamento delle specie animali, studiarne lo stato di salute, realizzare modelli ecologici e valutare come subiscano le mutazioni ambientali. “L’Isti-Cnr, in collaborazione con la Food and Agriculture Organization of the United Nations (Fao), già partner dello studio per produrre la mappa del calamaro gigante, ha creato delle mappe digitali per 406 specie marine allo scopo di monitorare i cambiamenti degli habitat da qui al 2050, legati alle anomalie climatiche in corso. Molte delle specie indagate, il 67% pesci, il 19% mammiferi, il restante coralli, rettili e molluschi, vedranno perdere gran parte del loro habitat a causa dei rialzi di temperatura dei mari”, conclude Coro. “Il know how che possiamo mettere in campo riguarda il cloud computing, la rete di server che fornisce le capacità di calcolo e di memorizzazione, le Infrastrutture digitali che permettono di elaborare, archiviare condividere e memorizzare dati e la ‘tecnologia semantica’, associazione di documenti e dati che permette di capire l’evoluzione dell’informazione e realizzare rappresentazioni interattive anche a scopo educativo”.


Inguscio: reclutamento e stabilizzazione sono un investimento e non una spesa


Massimo Inguscio, presidente del CNR, ha 

incontrato oltre 400 colleghe e colleghi in rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori dell’Ente con forme contrattuali precarie di varia natura, per trovare assieme soluzioni praticabili per risolvere la situazione storica del precariato

Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e della Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, assieme ad altri rappresentanti del CdA e dirigenti del CNR, ha accolto nell’auditorium della sede centrale del CNR, a Roma in Piazzale Aldo Moro, una delegazione di oltre 400 colleghe e colleghi del gruppo “PrecariUnitiCnr” e di sindacalisti, in rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori dell’Ente con forme contrattuali precarie di varia natura, per ascoltare, dialogare, affrontare e trovare assieme soluzioni praticabili per risolvere la situazione storica dei lavoratori precari del CNR.
“Non vi è dubbio che è fondamentale investire nel sapere delle persone, nel capitale umano e nella ricerca”, commenta Inguscio. “La politica di reclutamento di nuovi ricercatori e la stabilizzazione dei precari sono una politica di investimento prioritaria – e non una spesa – per il futuro del Paese. Per ogni euro pubblico investito in ricercatori, laboratori e progetti del CNR circa altri 60 centesimi vengono attratti da fondi europei su base competitiva. Si tratta di soddisfare attese umane e aspirazioni professionali maturate negli anni, e al tempo stesso, di non disperdere conoscenze preziose nei campi del sapere e della ricerca più disparati che contribuiscono alla cultura scientifica e al progresso dell’Italia, dell’Europa e del mondo. La recente riforma Madia, la consapevole attenzione della Ministra dell’Istruzione università e ricerca Valeria Fedeli e del Governo più in generale”, continua Inguscio, “offrono degli indirizzi per la soluzione concreta del tema del precariato dei ricercatori pubblici di cui si sta tenendo conto nella stesura del nuovo impegnativo piano triennale del CNR”.
Nei giorni passati, grazie al prezioso gioco di squadra tra la Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca e l’Anvur, si è avviata la semplificazione delle attività degli Enti pubblici di ricerca, con le nuove linee-guida per la valutazione da parte dell’Anvur. Durante i recenti incontri della Consulta tra i presidenti degli Enti si è iniziato ad approfondire anche il tema della stabilizzazione dei ricercatori, dei tecnologi e del personale amministrativo precario e le possibili soluzioni che saranno specifico oggetto della prossima riunione.
“Tra le tante voci meravigliose e piene di ispirazione e passione che ho ascoltato oggi tra i ricercatori, i tecnologi e gli amministrativi precari del Cnr – conclude Inguscio - vorrei ringraziare quella di una ricercatrice, a nome di tutte le persone presenti e non che hanno portato il loro impegno, contributo e idee, Katia Buonasera, e citare una frase del suo discorso che potrete leggere per intero su www.cnr.it: ‘Ecco, mi auguro che proprio dovere, dignità e coscienza guidino oggi l’operato dei membri del CdA, allo stesso modo in cui da sempre guidano il nostro operato, tenendo alto nel mondo il nome del nostro CNR’”.

lunedì 19 giugno 2017

Rems di Caltagirone. Sfida di civiltà vinta dal territorio







Inaugurato oggi il Convegno sul tema “Dalle misure di sicurezza alla sicurezza delle cure. 
Quale approccio per gli autori di reato?.
Digiacomo: «La Rems di Caltagirone è fra gli esperimenti migliori a livello nazionale. Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza delle istituzioni e degli operatori, ma anche alla maturità del territorio».

L’evento, organizzato dal Modulo-DSM di Caltagirone e Palagonia e dall’UO Formazione dell’Asp di Catania, con il patrocinio dell’Assessorato regionale alla Salute, del Comune di Caltagirone e di tutte le Società italiane di psichiatria, intende offrire un’occasione di dibattito e confronto fra istituzioni e professionisti per trovare modalità operative al fine di accorciare le distanze tra due visioni, quella della sicurezza dei cittadini e quella della cura, nell’approccio al tema della pericolosità sociale in relazione all’esecuzione della cura in ambito psichiatrico.
I lavori sono stati aperti dalle testimonianze di due ospiti della Rems.
Il sindaco di Caltagirone, avv. Gino Ioppolo, ha quindi rivolto il suo indirizzo di saluto ai partecipanti.
Sono intervenuti il direttore degenerale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Gammanco; l’on. Giuseppe Di Giacomo, presidente della Commissione VI dell’Ars; i deputati regionali on. Francesco Cappello e on. Concetta Raia; il dr. Giuseppe Fichera, direttore DSM dell’Asp di Catania; il dr. Fortunato Parisi, segretario Uil di Catania.
«Nel momento del cambiamento, la cosa più difficile è partecipare al cambiamento - ha affermato il dr. Giammanco -. Il Calatino, con l’istituzione della Rems, ha accolto e vinto questa sfida e rivolgo la mia gratitudine a questa comunità e al suo sindaco, insieme a tutti gli operatori impegnati. Grazie a queste premesse, nel brevissimo periodo, inaugureremo la seconda Rems».
«La Rems di Caltagirone - ha sottolineato l’on. Digiacomo - è fra gli esperimenti migliori a livello nazionale. Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza delle istituzioni e degli operatori, ma anche alla maturità del territorio e dei cittadini, che vantano un grande credito con la politica e le istituzioni. È una sfida di civiltà vinta».
I lavori sono proseguiti, come da programma, con la tavola rotonda sul tema “Pericolosità e cura tra magistratura e DSM”, moderata da Fedele Maurano (direttore DSM Napoli), alla quale hanno partecipato: Giuseppe Cardamone (direttore DSM Grossetto), Eugenio Aguglia (professore ordinario di Psichiatria, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania); Nunziante Rosanìa (direttore Opg Barcellona), Carmelo Gesulado Giongrandi (presidente Tribunale di sorveglianza di Catania), Letizia Bellelli (direttore Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Catania), e i magistrati Ettore Cavallaro (Tribunale di Caltagirone) e Salvatore Platania (Procura di Caltagirone).
Nel pomeriggio di oggi, la sessione di lavoro avrà come tema di studio “Rems e Dipartimento di salute mentale Regione Sicilia”. Introdurranno i lavori il dr. Salvo Aprile e il dr. Giuseppe De Luca, rispettivamente responsabili della Rems di Caltagirone e della Rems di Naso.
«Nel corso della sessione, grazie al contributo di numerosi esperti e dei rappresentanti delle forze dell’ordine - spiega il dr. Aprile -, cercheremo di comprendere meglio il rapporto fra le Rems e i DSM, nella gestione completa dei pazienti all’arrivo e in dimissione dalle Rems. Il risultato del lavoro delle Rems in Italia è molto positivo, con una percentuale di dimissioni molto alta. A Caltagirone sono stati accolti 37 pazienti e ne sono stati dimessi 17. In via di dimissioni ne abbiamo altri 4».





Particolato atmosferico e rischi per la salute: conta anche la ‘qualità’

Un gruppo di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Lecce ha pubblicato uno studio sui potenziali effetti dannosi causati a livello cellulare dal particolato atmosferico. 
Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università del Salento, dimostra che il potenziale ossidativo dipende dalla composizione chimica del particolato più che dalla sua concentrazione


Che il particolato atmosferico  l’insieme di polveri o particelle solido-liquide sospese nell’aria - abbia effetti dannosi per la salute umana è cosa nota: per questo motivo, nella comunità scientifica internazionale, il potenziale ossidativo è sempre più studiato come indicatore di rischio. Ora uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Lecce dimostra come il potenziale stress ossidativo vari a seconda della composizione chimico-fisica e delle sorgenti del particolato stesso: la tossicità per la salute umana dipenderebbe sensibilmente, quindi, dalla ‘qualità’ del particolato più che dalla sua concentrazione. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università del Salento, è pubblicato su Atmospheric Environment.
“È stato valutato mediante specifici test il potenziale ossidativo di tre tipologie raccolte presso l’Osservatorio climatico-ambientale Isac-Cnr di Lecce, provenienti da diverse sorgenti: campioni ‘standard’ in giornate di normali condizioni climatico-atmosferiche, campioni contenenti polveri trasportate dal Sahara e campioni ad alto contenuto di carbonio (derivante da traffico veicolare, combustioni industriali, di biomasse e/o incendi)”, spiega Daniele Contini (Isac-Cnr), ricercatore che ha coordinato lo studio. “I risultati mostrano che questi ultimi, cioè i campioni ad alto contenuto di carbonio, hanno un potenziale ossidativo molto elevato, mentre durante gli eventi di trasporto di polveri africane si registrano grandi incrementi di concentrazione del particolato, ma il potenziale ossidativo rimane relativamente basso, simile a quello dei campioni standard”.
La valutazione ha riguardato, in particolare, particelle con diametro inferiore a 2,5 micron (PM2.5) e a 10 micron (PM10), mediante un test ampiamente utilizzato a livello internazionale (DTT test o test di velocità di deplezione del ditiotreitolo, che analizza, nel tempo, la quantità di sostanze ossidanti presenti nei campioni). “L’obiettivo era approfondire i meccanismi della tossicità del particolato atmosferico nel tempo: il confronto ha dimostrato che le proprietà ossidative di campioni provenienti da diverse sorgenti sono molto diverse”, prosegue Contini. “Questo è un aspetto di cui si dovrebbe tenere conto negli studi epidemiologici: il potenziale ossidativo è, infatti, un indicatore quantitativo diretto, spesso ancora più significativo dell’incremento di concentrazione dovuto a una specifica sorgente. Ciò permetterebbe una migliore interpretazione dei dati di qualità dell’aria e dell’esposizione dei cittadini a sostanze potenzialmente dannose per la salute”.  
I risultati sono stati ottenuti utilizzando la rete infrastrutturale realizzata nell’ambito del progetto PON I-Amica, che ha permesso di costruire a Lecce l’Osservatorio climatico-ambientale dedicato allo studio dei cambiamenti di composizione dell’atmosfera.


PULIAMO PIAZZA




E’ iniziata ieri con la pulizia del giardino Villa Ciancio, meglio conosciuto come villa Roma, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla pulizia della Città e promossa dall’Amministrazione Comunale assieme a tanti cittadini e volontari che amano Piazza Armerina.

Infatti ieri un nutrito gruppo di volenterosi, assieme al primo cittadino Filippo Mirodddi, armati di scope, secchi, sacchi ma soprattutto da tanta buona volontà hanno iniziato a lavorare dando un esempio che dovrebbe essere seguito da tutti coloro che si limitano solo a criticare ed a mettere sui social network foto di spazzatura e sterpaglie.( Come si suol dire coloro che amano dire” Armiamoci e Partite”).

La prossima domenica sarà la volta della Villa Garibaldi con l’augurio e la speranza che i volontari, visto il buon esempio, si raddoppino perché la Città non è né di sinistra, né di centro, nè di destra, tantomeno di chi attualmente la amministra, la Città è di tutti coloro che la vogliono bene e desiderano vederla  bella e pulita.



                                            Totò Conti


giovedì 15 giugno 2017

100 MILA EURO PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA PENDICE ROCCIOSA SOVRASTANTE VIA UMBERTO


Troina,  Saranno avviati nei prossimi giorni, da parte di un’impresa incaricata dal Genio Civile di Enna, i lavori per la messa in sicurezza della pendice rocciosa sita nell’area compresa tra via Discesa dei Cappuccini e via Umberto, nel cuore del centro abitato della città.
L’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità ha finanziato 100 mila euro per l’esecuzione degli interventi di somma urgenza, necessari per mitigare il dissesto idrogeologico che ha interessato l’area.
Nei mesi scorsi la Protezione Civile comunale infatti, aveva segnalato la pericolosità della situazione per la viabilità e l’incolumità pubblica al Genio Civile che, dopo diversi sopralluoghi effettuati dai propri tecnici, ha avanzato la richiesta di intervento al Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti.
“ Siamo soddisfatti per quest’ulteriore contributo a supporto della sicurezza del nostro territorio – dichiara il sindaco Fabio Venezia. Dall’inizio del nostro mandato abbiamo ottenuto finanziamenti per 3 milioni e 600 mila euro. Ringrazio i tecnici del Genio Civile di Enna per l’attenzione dimostrata, attraverso la quale, negli ultimi due anni, siamo riusciti a realizzare altri tre interventi di somma urgenza”.
I lavori, per un importo complessivo di 794 mila euro, hanno riguardato interventi per il dissesto idrogeologico verificatosi in via Donatori del sangue (264 mila euro), via Riccardo Lombardi (269 mila euro) e via Angelica (261 mila euro).
Le vie, a causa degli avversi eventi meteorologici e delle forti e abbondanti piogge degli anni scorsi, erano state interessate da diverse frane e cedimenti che hanno messo in pericolo diverse abitazioni.
Nel caso invece di via Donatori del sangue, l’intervento ha consentito la riapertura al transito della strada, ormai chiusa da diversi anni, che a partire dalle prossime settimane ospiterà il mercato settimanale del sabato.
 
 
 
Doriana Graziano

INCONTRO “UN DONATORE MOLTIPLICA LA VITA: PARLANE OGGI”


Troina,  “Un donatore moltiplica la vita: parlane oggi” sarà il tema dell’incontro che si terrà domani pomeriggio alle ore 17.30, nell’aula magna dell’IISS “Ettore Majorana”, nell’ambito dell’iniziativa organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Troina, in collaborazione con l’Associazione Italiana Donatori di Organi, Tessuti e Cellule (AIDO), per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza degli espianti e della donazione degli organi.
A aprire i lavori, dopo il saluto istituzionale del sindaco Fabio Venezia, sarà l’amministratore AIDO di Catania Santo Reina, che relazionerà sui dati regionali dei prelievi e dei trapianti, criticità e proiezioni.
A seguire, a partire dalle ore 18.15, gli interventi di Monsignor Gaetano Zito su “Donazioni di organi: la Chiesa cosa ne pensa”, del coordinatore locale dell’Ospedale Garibaldi di Catania Ilenia Bonanno sull’accertamento della morte celebrale quale atto terapeutico dovuto e consenso al prelievo e del coordinatore del programma VAD e trapianto di cuore Sergio Sciacca su “Il dono degli organi”.
A concludere sarà il presidente dell’AIDO di Catania Michele Tuttobene, che parlerà di donazione quale espressione di solidarietà sociale. 
L’incontro sarà aperto al pubblico e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 
 
Doriana Graziano

mercoledì 14 giugno 2017

Faber: tante allergie, un solo test

L’Ibbr-Cnr ha realizzato grazie alle nanotecnologie un nuovo sistema diagnostico che consiste in un test che si esegue su circa 150 allergeni in 4 ore, con risultati e spiegazioni degli esperti inviati online al paziente. 
Il marchio del dispositivo, sviluppato con Caam e Adl, è stato registrato presso l’ufficio Ue per la proprietà intellettuale e viene presentato in questi giorni al meeting della European Academy of Allergology and Clinical Immunology.

Un team guidato da Maria Antonietta Ciardiello dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Ibbr-Cnr) ha dato vita a ‘Faber’, un innovativo strumento diagnostico per le allergie il cui marchio è stato recentemente registrato presso l’ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale. Gli aspetti tecnici, clinici, diagnostici e professionali del test – frutto di un lavoro in collaborazione con i Centri associati di allergologia molecolare (Caam), l’Allergy Data Laboratories (Adl) e con il supporto dell’azienda austriaca MacroarrayDx - saranno portati al meeting della European Academy of Allergology and Clinical Immunology in corso a Helsinki dal 17 al 21 giugno 2017. “Faber è stato sviluppato grazie all’uso delle nanotecnologie: gli allergeni sono infatti accoppiati a piccolissimi supporti (nanobeads), utilizzando diversi tipi di legami chimici e ottimizzando la coniugazione delle proteine allergeniche con il supporto. Il dispositivo è costituito da un biochip sul quale sono immobilizzate 244 preparazioni allergeniche: 122 molecole e 122 estratti caratterizzati, provenienti da circa 150 differenti fonti allergeniche (alimenti, pollini, acari, epiteli, muffe, lattice, veleni di api e vespe, tessuti), che attraverso un unico test sierologico permettono di analizzare contemporaneamente la sensibilità a tutti gli allergeni”, spiega Ciardiello. “Nella raccolta di preparazioni allergeniche sono presenti componimenti esclusivi, realizzati e controllati costantemente dal gruppo Ibbr-Cnr, mentre il test, che prevede l’uso di siero o plasma umano e di un anticorpo anti-Immunoglobina E (IgE), viene eseguito dagli allergologi del Caam diretti da Adriano Mari”. Il Caam fornisce anche i risultati al paziente online tramite la cartella clinica elettronica ‘InterAll’ e attraverso il Caam Digital Reporting System (Cdrs): “La documentazione e l’interpretazione dei risultati, a differenza di un normale referto cartaceo, si aggiornano costantemente sulla base dei nuovi dati scientifici estratti dalla banca dati degli allergeni Allergome creata da Adl (www.allergome.org). Una versione professionale del software, Cdrs pro permette l’accesso agli specialisti, così da aggiornarli sulle novità del test, seguire tutorial e confrontarsi con casistiche reali. 

La documentazione del sito, accessibile da smartphone, tablet e pc, è disponibile in nove lingue, incluso il cinese”, prosegue la ricercatrice Cnr. L’allergia, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità “una patologia non trasmissibile fuori controllo”, negli ultimi dieci anni ha subito un notevole incremento, coinvolgendo quasi il 40% della popolazione mondiale. Influenzata dalla posizione geografica e dalle condizioni climatiche può, in alcune forme, essere causa di malattie croniche a rischio per la vita stessa dei soggetti allergici. “Faber rappresenta uno strumento diagnostico tecnologicamente avanzato e conta su un’ampia collezione di allergeni”, conclude Ciardiello. “Il test non necessita del digiuno preventivo da parte del paziente e non è influenzato dall’assunzione di farmaci, neanche di quelli prescritti per il trattamento dell’allergia. Necessita di 4 ore per l’esecuzione e la pubblicazione dei risultati è immediata”. 


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martedì 13 giugno 2017

Polifenoli contro il cancro? Un vantaggio da approfondire

Un team di ricercatori dell’Isa-Cnr ha indagato in modo specifico l’utilizzo di questi antiossidanti naturali nelle patologie tumorali, evidenziando in due studi i pro e i contro del loro uso e dimostrando che in alcuni casi l’effetto prescinde dall’attività antiossidante.

Le ricerche sono state pubblicate su Seminars in Cancer Biology e su Oncotarget

I polifenoli, composti naturali presenti in abbondanza in frutta e verdura spesso presentati come salutari, fanno davvero bene? Hanno cercato di rispondere al quesito i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) di Avellino con due distinti studi. Gli autori concludono che lo studio degli effetti benefici dei polifenoli nella prevenzione e nella terapia del cancro va affrontato sfruttando modelli cellulari adeguati e selezionati per la loro elevata specificità. L’efficacia va, pertanto, valutata con attenzione.
Nella ricerca pubblicata su Seminars in Cancer Biology, il team dell’Isa-Cnr ha analizzato la capacità di queste sostanze di agire da antiossidanti, cioè di neutralizzare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento, evidenziando la differenza tra i dati ottenuti in modelli animali e cellulari, che confermano gli effetti antitumorali dei polifenoli, e i risultati degli studi clinici, spesso non chiari o addirittura negativi. “Quando consideriamo i potenziali effetti benefici dei polifenoli contro il cancro dobbiamo distinguere tra prevenzione e terapia”, spiega Gian Luigi Russo, responsabile del team di ricerca all’Isa-Cnr. “L’efficacia di un antiossidante non è la stessa nella cellula di una persona sana e in quella di un paziente affetto da tumore, a cui vengono somministrate alte dosi di antiossidanti in combinazione con radio o chemioterapia”.
I ricercatori dell’Isa-Cnr confermano quanto sostenuto anche da altri scienziati: “I polifenoli in basse dosi, come quelle normalmente presenti in frutta e verdura, potrebbero esercitare il loro effetto agendo come blandi pro-ossidanti e stimolando così la risposta adattativa della cellula, cioè un potenziamento delle difese. Al contrario, molte evidenze scientifiche mettono in guardia sull’efficacia del trattamento con antiossidanti in pazienti tumorali, nei quali possono indurre resistenza alla terapia convenzionale”, prosegue Russo.
Nello studio pubblicato sulla rivista Oncotarget è stata invece valutata la possibilità che singole molecole polifenoliche esercitino un’attività antitumorale, indipendentemente dalla loro natura di antiossidanti. È il caso della quercetina, un flavonoide presente in alimenti quali cipolle, mele, uva e vino rosso. “I risultati dimostrano che la quercetina facilita la morte di cellule maligne derivate dalla Leucemia linfocitaria cronica (Llc), la più comune forma leucemica nell’anziano, resistente alla chemioterapia”, afferma Maria Russo, primo autore della pubblicazione. “In cellule derivate da un paziente affetto da una forma aggressiva di Llc, dosi farmacologiche di quercetina inibivano l’attività di due enzimi chiave, il PI3K e il CK2, responsabili a livello biochimico della resistenza ai farmaci che inducono la morte cellulare programmata (apoptosi) delle cellule tumorali. In pratica, la quercetina potenzia l’efficacia dell’agente apoptotico ABT-737 con sorprendente rapidità, entrando nelle cellule e bloccando il meccanismo che favorisce la crescita tumorale con un effetto che appare molto specifico”.



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lunedì 12 giugno 2017

PRIMA FESTA DEI BAMBINI A PIAZZA ARMERINA




Ieri in occasione della prima edizione della “ Festa dei Bambini” sono stati ufficialmente chiusi i lavori fatti  per la riqualificazione dell’area svago adiacente alla scuola Cascino dall’Amministrazione Comunale coadiuvata dalle Associazioni “Una Città per Cambiare” “ Mela Verde” “ Don Bosco 2000”  ,  attivisti e cittadini volenterosi.
Questa area dove ieri si è svolta la manifestazione è stata totalmente riqualificata dall’Assessorato al Verde Pubblico in collaborazione con l’Assessorato ai Lavori Pubblici che hanno predisposto ed attuato una serie di interventi come decespugliamento , pulitura e bonifica del sito, potatura degli alberi, messa in sicurezza delle aiuole ,dove per non far crescere più l’erba sotto la ghiaia che le rende pulite e gradevoli, è stato messo un telo speciale come è già stato fatto nella rotonda lato Nord della Città e nel crocevia all’altezza Scuola Fontanazza.
E’ stata inoltre rifatta   l’illuminazione pubblica a led che per il 50% non era più funzionante, insomma un serio intervento attorno al parco giochi che ha reso questa parte della Città bella, dignitosa e gradevole.
Il Vice Sindaco Mattia,  ha partecipato anche ai giochi alla manifestazione , dichiarando” Sono soddisfatto di aver potuto, con la collaborazione delle Associazioni e tanti cittadini di buona volontà, restituire alla Città un suo angolo rendendolo bello, pulito, dignitoso e sicuro, continueremo su questa strada e poi è impagabile vedere tanti bambini felici e gioiosi  fra giochi, pesche, sorteggi e scambi di giocattoli in un area restituita alla collettività.

                                                                Totò Conti